CARI STUDENTI
Nelle ultime tre settimane studenti dell’Università di Vienna – e di seguito di tutte le maggiori università austriache – hanno protestato contro i recenti sviluppi nel sistema dell’educazione. Il fine del movimento è di forzare un dibattito critico sul concetto attuale di educazione, prevalente in tutti gli stati europei. A nostro avviso l’attuale concetto di educazione mette a rischio il diritto di tutti all’accesso libero a un’educazione di alta qualità. Vogliamo che i nostri governi considerino l’educazione come un investimento nel futuro e non come un mero “processo di produzione” per indirizzare gli studenti a una professione specifica.
Alla guida del movimento di protesta non c’è alcun gruppo specifico. È basato sul concetto di una democrazia di base, affinché ognuno e ognuna possa partecipare in modo equo. Non è legato né a un’ideologia né a un partito politico; come risposta riceviamo innumerevoli messaggi di solidarietà sia dall’Austria che dall’estero, che sottolineano il vasto interesse che la società ha nella nostra questione.
La nostra protesta include l’occupazione di varie aule - la più notevole è l”Auditorium Maximum”, l’aula più grande, - dell’Università di Vienna; sedute plenarie giornaliere; il formarsi di ormai più di 60 gruppi di lavoro; l’organizzazione di lezioni sulle problematiche del sistema educazionale; manifestazioni senza pausa, e anche l’impegno di creare la base per un dialogo con i politici responsabili. I vari gruppi si occupano di temi come il fine della protesta, international networking, infrastruttura, azioni in spazio pubblico, e tanto altro. La struttura qui include anche una mensa, un punto di pronto soccorso, persone occupate nelle pulizie, un gruppo che si occupa delle nuove tecnologie (IT), come anche un gruppo responsabile per relazioni pubbliche e la stampa, nonché diversi gruppi per il networking in generale.
A nostro avviso la gran parte dei problemi dei quali ci occupiamo adesso sono di interesse per tutti gli studenti europei, e per arrivare a una soluzione soddisfacente c’è bisogno della partecipazione di tutti – altrimenti la nostra questione sarà ignorata.
Noi chiediamo:
* un consenso anti-discriminatorio che riguarda il genere, l’orientamento sessuale, l’etnia e la religione, per tutte le istituzioni dell’educazione
* la democratizzazione delle università – professori, studenti e altro personale accademico devono essere parte dei processi decisionali
* lo Stop della posizione dominante di aspetti economici nell’educazione così come delle strutture neoliberali nelle università
* un massimo di autogestione durante il percorso di studi (scelta libera per una specializzazione verso gli interessi personali, senza precludere alcun indirizzo)
* accesso libero a tutti i corsi di laurea – nessuna barriera economica o altri meccanismi selettivi
* fondi sufficienti per tutte le università
* contratti di lavoro adeguati per tutti i membri del personale universitario
Storia
Il movimento di protesta ha avuto inizio il 20 di ottobre all’Accademia delle Belle Arti di Vienna e presto si è esteso attraverso il paese. Il 22 di ottobre una manifestazione di solidarietà ha portato all’occupazione spontanea dell’Auditorium Maximum dell’Università di Vienna. Nei giorni seguenti, sempre più università e studenti si sono associati alla protesta e infine il movimento si è rivolto all’opinione pubblica con una manifestazione di massa a Vienna il 28 ottobre (le stime oscillano tra i 10 mila e i 50 mila partecipanti), in modo da raggiungere il grande interesse dei media che seguono gli avvenimenti fin dai primi giorni. Al momento dieci università austriache sono occupate da studenti e professori.
Davanti a questi sviluppi noi continueremo a lavorare per i nostri fini, non solo aspettandoci un passo verso la realizzazione di questi obiettivi, ma anche con l’idea di creare una consapevolezza durevole dei problemi che gli studenti europei devono affrontare oggi.
Se doveste decidere di partecipare anche voi alle proteste, saremmo felici di creare uno scambio internazionale e mutuo di idee, pensieri e azioni – condividiamo i problemi, dobbiamo condividere anche l’impegno. Assieme saremo in grado di formare una voce che può mettere i freni d’emergenza, bloccare il sistema attuale e aprire lo spazio per un nuovo dibattito.
Martedì, 17 novembre si svolgerà la "giornata internazionale d`azione per l`educazione"
UNI BRENNT - UNIVERSITY OF VIENNA ON FIRE - L'UNIVERSITÉ DE VIENNE BRÛLE - Internationale Vernetzung - International Networking
http://unsereuni.at/?lang=it
networking.univie@gmail.com
Catalogo delle rivendicazioni (secondo l’ultima attualizzazione)
1) Istruzione, non apprendistato
Per un’istruzione che abbia utilità sociale e non sia ristretta ai dettami dell’economia. Perché tutti abbiano la possibilità di studiare in modo libero e autonomo! Rifiutiamo la liceizzazione dei piani di studio! Per questo chiediamo una revisione del sistema del 3 + 2 (laurea breve/magistrale)!
Vogliamo:
· L’abolizione della propedeuticità dei corsi introduttivi del primo semestre. La fase introduttiva dovrebbe aiutare lo studente a orientarsi nel proprio studio e non deve essere uno strumento di selezione attraverso esami “knock-out”.
· Autodeterminazione dello studio, contro le catene di propedeuticità, che intralciano lo studio e fanno perdere tempo.
· Libera scelta delle materie facoltative – Crediti liberi invece di “mini piani di studio” predefiniti.
· Via quei sistemi informatici di iscrizione ai corsi universitari che sono poco trasparenti.
· Nessuna limitazione di accesso ai corsi di laurea magistrale e ai dottorati.
· La garanzia a chiunque abbia iniziato una laurea di portarla a termine nel piano di studio scelto (in particolare lauree quinquennali), soprattutto attraverso una sufficiente offerta didattica per un tempo sufficientemente lungo.
· Il mantenimento delle lauree quinquennali dove esistano ancora.
· Il riconoscimento di corsi e titoli di studio all’interno del proprio Stato e all’estero.
2) Accesso libero a tutte le università
Posti di studio per tutti e abolizione delle tasse d’iscrizione anche per gli studenti extracomunitari e fuori corso. Un’appropriata offerta didattica e la qualità dell’insegnamento non devono essere raggiunte attraverso limitazioni dei posti di studio. Libero accesso all’università e buona qualità della didattica non sono una contraddizione! Non ci sono troppi studenti, ma troppo pochi posti di studio!
3) Democratizzazione delle università
Il nostro obiettivo è un’organizzazione democratica dell’università, la quale comprende una democratizzazione dell’amministrazione che dia a professori, studenti, ricercatori e personale amministrativo uguali possibilità di partecipare ai processi decisionali.
Vogliamo:
· Una riorganizzazione della composizione e dei diritti di voto nel senato accademico nel senso di una democratizzazione.
· Nessun cambiamento dei piani di studio senza la partecipazione degli studenti.
· Organi democratici a tutti i livelli dell’università – devono essere garantiti processi decisionali democratici e trasparenti.
· Lotta alle discriminazioni come principio fondamentale in tutti i campi dell’università.
· L’abolizione del consiglio universitario (specie di cda senza legittimazione democratica diretta e che ha competenze centrali nella gestione dell’università)
· La rimozione della riforma del 2004 sull’elezione delle rappresentanze studentesche (ÖH). Reintroduzione dell’elezione diretta degli organi di rappresentanza.
· Devono essere messi a disposizione e garantiti spazi gestiti dagli studenti.
4) Adeguato finanziamento delle università
· Trasparenza nei finanziamenti di istruzione e ricerca.
· Decisione democratica sulla distribuzione dei fondi universitari.
· Abolizione delle tutt’ora esistenti tasse universitarie, anche per studenti extracomunitari e fuori corso.
· Sicurezza economica per gli studenti.
· La possibilità per gli studenti di usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici di trasporto.
· L’abolizione di tutte le barriere finanziarie nel campo dell’istruzione.
5) L’università deve essere accessibile a tutti, anche alle persone diversamente abili, secondo la legge in vigore
6) Nessun contratto precario nelle università
7) Quote rosa del 50% in tutti i campi del personale universitario
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International Networking
Interconnexion globale
