ricerca attiva

Custom Search

SCIENZA ATTIVA

NO 133 Rassegna Stampa

martedì 3 novembre 2009

AIUTIAMOLI

STUDENTI. VI INOLTRO UNA PROPOSTA, GIUNTAMI IN REDAZIONE.....

salve,

sono Edmondo del Coordinamento Precari Scuola di Ravenna.
Assieme ai Coordinamenti di
Bologna, Forlì-Cesena, Rimini, Modena e Parma abbiamo organizzato un sit-in di protesta
davanti alla sede regionale della Rai a Bologna (6 novembre ore 15,30. sotto trovate il comunicato stampa
del CPS nazionale) per protestare contro l´oscuramento mediatico di cui siamo stati vittime.

Voi riuscite a darci una mano?
Il problema dei tagli lo avete pure voi universitari, perchè non unirci?

potrebbe essere l'inizio di una collaborazione

un saluto

edmondo




Ecco il comunicato stampa del Coordinamento Precari Scuola (Nazionale)

Il CPS Coordinamento Precari Scuola indice per venerdì 6 novembre un sit-in contemporaneo in tutta Italia davanti alle sedi regionali della RAI per protestare contro l´oscuramento mediatico di cui siamo stati vittime.

Da più di un anno, i precari di tutta Italia si sono mobilitati per protestare contro i tagli all´istruzione. In realtà, la nostra lotta per la difesa della scuola pubblica statale e del nostro posto di lavoro dura da più di un anno, da quando, cioè, si è palesato il progetto del governo di smantellare il sistema pubblico di istruzione, formazione e ricerca. Lo scempio che ora è sotto gli occhi di tutti era prevedibile fin da allora, da quando, con la Legge 133, si è ha deciso di tagliare 8 miliardi di euro alla scuola, con conseguente riduzione dell´organico di 87.000 docenti e 43.000 ATA in tre anni. Il destino di noi precari, da allora, è segnato: una parte consistente di noi verrà estromessa definitivamente dal mondo della scuola.
La drammaticità della nostra situazione, però, è stata taciuta dai mezzi di informazione. Per rompere il muro di silenzio che per lungo tempo ha circondato le nostre mobilitazioni, abbiamo dovuto mettere in atto le forme più eclatanti di protesta, dalle occupazioni dei provveditorati ai presìdi permanenti, dagli incatenamenti agli scioperi della fame. Siamo dovuti ricorrere a forme di mobilitazione ad alto impatto mediatico, per avere i riflettori puntati su di noi per qualche giorno. Ma, passati i momenti più "caldi", è calato nuovamente il sipario sul precariato scolastico. Persino la nostra manifestazione nazionale del 3 ottobre, salvo rare eccezioni, è passata sotto silenzio ed è stata completamente oscurata proprio dalla manifestazione per la libertà d´informazione. Certo, non sono mancate interviste, foto, riprese, ma di tutto questo materiale ben poco è stato effettivamente mandato in onda dalle televisioni o pubblicato sui giornali.Se si è parlato di scuola, lo si è fatto per lo più facendo sentire una sola campana, quella del governo e del ministro dell´istruzione, che mistificano la realtà e presentano come provvidenziali provvedimenti che in realtà distruggono la scuola.
Se i mezzi d´informazione si occupassero di come la scuola primaria sta vivendo il primo anno con il maestro unico e di quali scenari si prospettano con i nuovi Licei e i nuovi istituti Tecnici e professionali, con inchieste ed analisi precise, raccontando ciò che veramente sta accadendo, dietro i grembiulini, il voto in condotta e il "salvaprecari", non avremmo bisogno di salire sui tetti o di metterci in mutande davanti ai provveditorati.
Chiediamo, dunque, alla stampa e ai mezzi d´informazione di raccontare il paese reale, non quello delle "escort" e dei festini, ma quello delle lotte sociali e delle mobilitazioni dei lavoratori. Noi continueremo la nostra battaglia per il ritiro dei tagli, per la difesa del diritto al lavoro e del diritto allo studio sanciti dalla Costituzione, e lo faremo mettendo in campo tutte le forme di mobilitazione che riterremo opportune.
Chiediamo dunque che, diversamente da quanto accaduto sino ad ora, i mezzi d´informazione diano adeguato spazio alla voce dei precari ed invitiamo ad aderire e partecipare al sit-in non solo il mondo della scuola, ma anche la società civile e tutte quelle forze che hanno a cuore la difesa della democrazia, della Costituzione e della scuola pubblica statale. La scuola pubblica statale è un patrimonio inestimabile di tutta la società e costituisce, forse, l´ultimo baluardo di democrazia nel nostro paese. La sua difesa, pertanto, è interesse di tutti, non solo dei precari, ed è per questo che i media hanno il dovere di informare.
COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
FORUM COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://www.facebook.com/l/ce4f8;docentiprecari.forumattivo.com

BLOG COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://www.facebook.com/l/ce4f8;retedocentiprecari.blogspot.com/

GRUPPO FACEBOOK COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://www.facebook.com/group.php?gid=35733685501

MAIL COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
precariscuola@gmail.com

venerdì 25 settembre 2009

SITUAZIONE TRAGICA

salve cari studenti e studentesse. vi scriv0 da istanbul. non vi abbandono mai. questo e' il mio ultimo articolo sul blog, invitio a continuare questa opera di informazione.
essendo lontano da bologna, ho chiesto ai ragazzi di farmi il punto della situazione sul movimento di protesta.......


To: no133bologna@
yahoogroups.com
From: marco.sirotti@studio.unibo.it
Date: Thu, 24 Sep 2009 19:56:51 +0200
Subject: [no133bologna] il punto della situazione


Grazie Gerd,
grazie del lavoro che hai fatto e grazie anche perche' il tuo messaggio che resta li' per tre giorni senza nessuna risposta(almeno in lista...) denota parecchie cose.
La pima e' che forse i 140 che sono iscritti buttano le mail dell'assemblea nello spam.
Ormai la l. 133/08 ce la teniamo, col DL 180 -> l. 1/09 a imbrogliare le acque: quindi basta.
La seconda e' che ci sono ancora una decina di Don Quijote che vogliono continuare nonostante tutto. Ma non rispondono.
Allora grazie Gerd, con questa richiesta hai suscitato l'assenza di risposta. E' gia' una risposta...
Siccome la faccenda qui e' parecchio complicata, e io tra un'ora vado ad una assemblea cittadina, ti rispondero' in forma privata domani. SPERANDO CHE QUALCUNO - CHIUNQUE- MI ABBIA PRECEDUTO.
Intanto passatela bene, goditi l'erasmus, Istanbul, il te' alla menta e chissa' che quando non potremo piu' farne a meno non ci vedi arrivare tutti quanti a nuoto!!!!
marco.
------------------------------------------------------------------------------------------------


e' molto triste sapere che nessuno si dia da fare per riprenderci i nostri diritti di studenti e futuri lavoratori nella rossa bologna. dove e' finito lo spirito combattivo dentro di noi durante i giorni di ottobre 2008? eppure eravamo in tanti.
si tratta di un colossale fallimento della societa' italiana e di un tradimento nei confronti dei nostri padri, i quali hanno lottato sacrificandosi, con scioperi e manifestazione per un ideale grandioso, quello di rendere il mondo migliore e giusto per la prossima generazione. i risultati si sono visti, un esempio? la cassa integrazione, la sanita, i servizi sociali ecc.
grazie a quei sacrificii che oggi noi possiamo andare all'universita o possedere la ps3 o le scarpe nike. bene, tutto questo benessere sta per essere spazzato via da questa crisi finanziaria capitalista con enorme soddifazioni dei soliti pochi, silvio incluso. ma, cosa ben peggiore, e' che perderemo l'accesso alla cultura e All'istruzione. e la legge 133 va in questa direzione, il motivo di questo smembramento e' molto chiaro, un popolo ignorante si comanda molto meglio perdendo le liberta'. inoltre ,non saremo piu persone ma mucche da spremere. quando ce ne accorgeremo sara' troppo tardi

nel passato c'erano chi dava voce a questi bisogni di liberta' a favore dei deboli, che oggi si chiamano studenti, ricercatori, operai, precari e disabili. erano i movimenti di semplici studenti ed operai delle fabbriche. appoggiati e supportati da un grande partito politico storico, il quale della sobrieta' ne faceva bandiera. ora i deboli si sentono soli ed emarginati, con i partiti di pseudo sinistra intenti solo a distribuire poltrone a se stessi e puttane al governo.

Certo c'e' chi dice, se costantino prende troppi soldi senza studiare allora mi adeguo al sistema? Questo e' un esempio di morte del uomo peggiore della morte fisica, in quanto porta a non vitA. oggi. piu' che mai, bisogna ristabilire i valori che contano davvero come, sacrificio, soliderieta', onesta' e giustiizia sociale.


LOTTIAMO PER UN FUTURO. IO LO FACCIO. VOI?????

GERD DANI.

venerdì 31 luglio 2009

stato indietro

Il 14 luglio 1789 avveniva la presa della Bastiglia: un evento ben rappresentativo della più ampia serie di avvenimenti che oggi chiamiamo "rivoluzione francese". In quei tempi iniziò il percorso che con alterne vicende condusse la Francia all'affermazione definitiva della Repubblica.


220 anni sono trascorsi da quel giorno. E 220 anni sono invero troppi, perché ciò che oggi chiamiamo Repubblica è in effetti ancora ben distante dall'essere una piena, compiuta forma sociale repubblicana. Oppressi dalle dittature, nei momenti più critici della loro storia, i popoli si son potuti concentrare sul cambiamento della mera forma di governo. Successivamente coloro che avrebbero dovuto sviluppare l'idea repubblicana e portare a compimento il PROCESSO di REPUBBLICANIZZAZIONE della società, estendendo tale tipo di organizzazione all'intera gestione della Cosa Pubblica, hanno ceduto alle lusinghe dei privilegi della loro categoria, rimasta come ai tempi delle monarchie.

Gli innumerevoli docenti, professori, ricercatori umanisti, i filosofi, i giuristi, i costituzionalisti, emeriti STATALI, hanno tranquillamente accettato anch'essi di farsi assumere a vita in quei ruoli che avrebbero dovuto invece essere periodicamente redistribuiti tra la popolazione. E così la celebre frase "L'état, c'est moi", "Lo Stato sono io", attribuita al re di Francia, Luigi XIV, che accentrò i poteri dello Stato nella propria persona, ancor oggi riecheggia pari pari nei Pubblici Uffici indebitamente occupati dalla CASTA STATALE.

"LO STATO SIAMO NOI!": questo grida l'indegno comportamento di coloro che si sono impossessati di un pezzo del sacro Bene Comune. Dimentichi che ben sessantatre anni sono passati da quando il popolo italiano optò per l'ordinamento Repubblicano. Abbandonati da coloro che per ruolo, onori e redditi avrebbero dovuto trainare in avanti la società, mentre invece han fatto da ermetico tappo al progresso, noi semplici cittadini abbiamo oggi l'onore di affermare la verità che lo Stato, l'accentramento del potere nelle mani di una inamovibile ed immutabile Elite, non esiste più dal 1946! ma che, purtroppo, gli STATALI son rimasti come nulla fosse accaduto!


Sta a noi, semplici meravigliose persone, che mai abbiamo nemmeno pensato di impossessarci di qualcosa che per sua stessa natura giuridica non poteva essere assegnato a vita, continuare quel processo iniziato 220 anni fa, e, stavolta pacificamente, legalmente, civilmente, affermare l'improrogabilità di un:

http://EQUO-IMPIEGO-PUBBLICO-A-ROTAZIONE.hyperlinker.org

Non foss'altro perché l'unico modo per evitare un'aperiodica sanguinosa rivoluzione è quella di istituirne una regolare: la rotazione è esattamente una pacifica rivoluzione costante.

martedì 9 giugno 2009

ITALIA DOMANI

L'ITALIA HA SCELTO. Netta vittoria pdl e lega. Il pd crolla e i comunisti fuori da tutto delusi e umiliati.

La sinistra arranca, la destra rimane solida. Qual'è la causa? E quali le soluzioni?

penso che si prospetta un autunno veramente caldo per la sinistra italiana. Il progetto riformista dei democratici resiste a fatica e intanto, partiti come idv diventano realtà importanti, da non sottovalutare.

Gli italiani, con il voto europeo, hanno premiato l'azione del governo pdl-lega, ritenendolo più stabile, sicuro e performante delle sinistre disunite e litiganti, come non darli torto? Quello di Berlusconi è stato il più longevo della storia italiana dopo il governo Mussolini.

Dopo lo scoglimento del vecchio PCI, in crisi dopo la caduta del muro berlinese e del faro sovietico, la nuova sinistra italiana, pds e prc, non ha saputo captare le sfide del millennio 2000. ora con l'unificazione dei moderati e riformisti nel pd, è scattata l'ora della ricerca politica ad un innovazione che stenta ad arrivare. I democratici devono scrollarsi di dosso tutti i canoni ideologici del 900 e iniziare a pensare al seccolo 2000 con più decisione di quanto non si è fatto fino ad ora, la politica di veltroni era troppo di stampo borghese affaristico e priva di idee. I temi da tenere sott'occhio sono vari, il mondo integrato del lavoro, giustizia, temi sociali, ai nuovi mezzi di pruduzione cioè internet.

I compagni comunisti devono adeguarsi ai tempi che cambiano, a cominciare dalla fine della falce e martello, importante nel 900, . Simboli di una classe operaia superata e profondamente mutata dal processo globalizzante. Occorre continuare sulla strada pacifista, ambientalista e socialista non utipistica e di movimento. Intrapresa nel 2008 con il progetto sinistra-arcobaleno poi spezzato da giochi di potere inutili e divisioni interne.

Queste 2 sinistre devono deporre le armi e poltrone e avere il coraggio di dialogare tra loro e, insieme, proporre idee nuove che parlano al cuore dei cittadini stanchi e sfiduciati che votano a destra.

solo così l'italia potrà avere una grande sinistra nel 2000 degna delle grandi sfide sociali che la attendono, come il vecchio PCI fece nel recente passato.


GERD DANI - SPAZIOGERD GROUP

lunedì 11 maggio 2009

G8-UNIVERSITY

COMUNICAZIONE IMPORTANTE!!!
CORTEO NAZIONALE ANTICIPATO ALLA MATTINA

Il corteo previsto per martedì 19 alle ore 15 è ANTICIPATO alla mattina di martedì 19.
Il cambiamento è dovuto al fatto che il programma del g8 University Summit appena uscito (http://www.g8university.com/pagine/pagina.aspx?ID=Program001&L=EN) prevede la chiusura dei lavori con la conferenza stampa conclusiva alle ore 13.45 di martedì.

Il nuovo concentramento è previsto dunque per le ore 10.30 a Palazzo Nuovo, partenza intorno alle ore 11.
Diffondere il più possibile la variazione!

rete contro il g8-onda anomala Torino

da bologna verrano organizzati dei bus

giovedì 7 maggio 2009

iniziativa

Nell’ambito universitario è sempre più urgente dare delle risposte agli studenti con bisogni speciali che, a volte, vivono una condizione che non permette loro di partecipare attivamente e in autonomia alle proposte didattiche ed alle iniziative culturali e di socializzazione che fanno parte del percorso di vita di tutti i giovani che frequentano l’Ateneo di Bologna.

Fondazione Alma Mater, su invito del prof. Andrea Canevaro - Delegato del Rettore per la Riduzione degli Handicap, collabora con il Servizio Studenti Disabili e Dislessici dell'Università di Bologna per promuovere il Progetto Gianni Selleri.

L’idea del progetto è costruire un sistema di voucher che, in termini espliciti, punti all’autonomia degli studenti con bisogni speciali iscritti all’Università di Bologna; essi potranno partecipare a un bando per l’ottenimento di buoni di valore economico variabile per la fruizione di servizi alla persona. Verrà proposto loro un quadro di servizi (corsi di orientamento e mobilità per non vedenti, servizio di alloggio temporaneo, trasporti con mezzo attrezzato, etc..) tra i quali potranno indicare la propria preferenza. L’assegnazione dei buoni verrà effettuata sulla base di valutazioni di un comitato decisionale che prenderà in esame i bisogni dei singoli studenti e, in base all’ammontare dei fondi raccolti, assegnerà i voucher. Lo studente sarà costantemente seguito sia per la gestione partecipata del budget individuale corrispondente al valore economico del voucher che per l’analisi partecipata dei bisogni. La struttura organizzativa ed amministrativa del progetto sarà supportata da un Comitato di Garanti, composto da docenti universitari, presidenti di cooperative che si occupano di persone con bisogni speciali e altri professionisti.

Il primo obiettivo è costruire una rete di sostenitori economici e sociali e creare un sistema di quote di partecipazione al Progetto: in queste stesse pagine verranno inseriti (naturalmente con la loro autorizzazione) i nominativi di tutte quelle imprese, enti, associazioni contribuenti che avranno sostenuto il progetto.

Chiunque voglia contribuire al Progetto può farlo tramite un libero versamento alla FAM alle seguenti coordinate:

BANCA CARISBO INTESTATARIO FONDAZIONE ALMA MATER IBAN IT16A063850240107400051831E CAUSALE "DONAZIONE GIANNI SELLERI" (verrà naturalmente rilasciata una ricevuta: a tal fine Vi chiediamo di compilare il modulo allegato e di inviarlo alla Fondazione Alma Mater).

mercoledì 15 aprile 2009

riflessioni sulla nostra storia

buongiorno studenti. approfitto di questo spazio libero per fare delle riflessioni sulla nostra storia recente e passata.


In questi giorni, dopo la recente estinzione di An e la sua confluenza in Forza Italia, nasce un nuovo partito: il “Popolo delle libertà”. Il partito che fu di Giorgio Almirante è da tempo che si prepara all’evento. Possiamo dire che tutto risale all’Msi e che già, dalla sua nascita (dicembre 1946), questa formazione postfascista cominciò a pensare ad esistere. Per prima cosa evitò l’isolamento nel quale la storia d’aveva chiusa e iniziò ad unirsi ad altre forze di destra. Presenze non tranquille, accomunate tutte com’erano da caratteri refrattari ad ogni idea di Repubblica democratica.

I primi fallimentari tentativi di fusione avvennero con i monarchici. Poi ci fu una sorta di presa di distanza dalle frange neofasciste più oltranziste. Infine si giunse al congresso di Fiuggi (1995) che segnò il lancio definitivo verso la nuova destra. Questa destra di derivazione missina, negli ultimi quindici anni, ha fatto di tutto per darsi un’identità, prendere le distanze da alcuni nodi irrisolti del suo passato e proiettarsi verso una dimensione nuova, quella della borghesia d’ordine, del capitalismo senza regole, della cultura dei colletti bianchi e di certa burocrazia statale. Restava tuttavia un partito dai sostanziali riferimenti al tradizionalismo arcaico (onore, Patria, familiocentrismo, integralismo clerico-cattolico di osservanza, ecc.) con isolate e scarse radici nel capitalismo efficientista di quegli anni. Era soprattutto vincolato da una scorza antiegualitaristica che nuoceva ai suoi futuri disegni di conquista istituzionale. Fatto che strideva con alcune spinte presenti alla sua base già dalla sua nascita, quando aveva solo la rappresentanza di qualche punto percentuale del popolo degli italiani.

Poi, a fasi alterne, aveva dimostrato di potere crescere e affermarsi sul piano nazionale, grazie a progressive correzioni di tiro. L’individuazione degli elementi di distorsione è stata quindi tempestiva e costante e Fini in questi ultimi anni ha potuto dichiarare apertamente la validità dei valori della Resistenza antifascista, il ripudio delle leggi razziali, la sua vicinanza col popolo ebreo, il diritto al voto degli immigrati. Un abisso lo separa ormai da Alessandra Mussolini, la nipote dell’ex duce o da Francesco Storace. Gli italiani hanno giudicato tale linea di demarcazione e tale direttrice di marcia come credibile e l’hanno premiata a più riprese. Così oggi Fini è presidente della Camera dei deputati e Giovanni Alemanno, gruppettaro fascista come lo chiamavano a sinistra in gioventù, e genero di Pino Rauti, è diventato sindaco di Roma. E sostituisce Veltroni.

Questa grande area del consenso popolare di destra, per quanto abbia chiuso il sipario con la rappresentazione del suo ultimo congresso, non ha cessato tuttavia di esistere. E’ un’ area grigia che si incontra con una componente nuova della storia politica dell’Italia. Anch’essa nata nella temperie del congresso di Fiuggi, anzi qualche anno prima: il partito antipartito di Silvio Berlusconi. L’incontro di queste due componenti è una buona miscela esplosiva per il futuro. Esse, infatti, originano una nuova realtà che ha in comune la negazione dell’evidenza storica, della memoria, di ciò che si è stati, per affermare qualcos’altro, che non è stato mai scritto nei connotati originari del Msi-An e di Fi. Formano un soggetto da definire.

Questo nuovo soggetto, fatta eccezione per qualche scaramuccia ‘istituzionale’ , sembra intanto godere di una buona armonia interna, del comune riconoscersi nella figura di un leader unico, il primo ad avere indicato la strada del “partito unico”, prima ancora che questa prendesse corpo nello sviluppo conseguente delle azioni messe in cantiere per realizzarle. Siamo al superamento del trasformismo in qualcosa di inedito storicamente. La nascita di un partito de-ideologizzato che fa propria una certa filosofia edonistica, consumistica, con una totale assenza di valori tradizionali a fondamento della sua identità nuova, tutta ancora da definire in termini teorici e politici.

In opposizione a questa neutralità dovrebbero essere colti, invece, i caratteri dei valori irrinunciabili che dànno corpo alla democrazia. L’antifascismo è uno di questi. Gli altri sono i principi costituzionalmente sanciti dalla Carta costituzionale, ciò che siamo stati, i destini valoriali ai quali ci siamo ispirati nella nostra vita: il lavoro come elemento fondante dello Stato, la salvaguardia delle libertà inviolabili dei cittadini a cominciare dal diritto ad esprimersi liberamente; il diritto di impartire una educazione libera e consapevole ai giovani; la libertà nella ricerca, il principio della distinzione dei poteri fondamentali dello Stato: il Parlamento che fa le leggi, il governo che governa rispettandole, la magistratura che giudica chi sbaglia. Se tutto ciò dovesse essere confuso o distorto andremmo incontro a una deviazione del corso normale della nostra democrazia e da una simile confusione tutto potrebbe derivare. Purtroppo questa è la strada che l’Italia ha imboccato inserendosi perfettamente nella crisi globale, nel modello che l’ha determinata.

Tra i valori fondamentali di un Paese c’è non per ultima la sua storia passata. Ciò che è accaduto. Anche qui sarebbe errato cancellare la memoria dei fatti con un colpo di spugna. La pacificazione di cui si parla non può essere intesa come rinuncia o rinnegamento di quanto accaduto. La storia non può essere deformata. E’ davanti a noi e ci indica la strada che abbiamo fatto. Si può semmai parlare, col senno del poi, di errori commessi, della volontà di evitarli per il futuro perchè non si ripetano. Le nuove generazioni è questo che devono sapere: ciò che siamo stati, cosa possiamo fare per l’avvenire.

Parlare di pacificazione quindi non ha senso alcuno. A questo proposito la destra non può continuare in contrasto con la Costituzione, fomentare le differenze e le marginalità regionali; non può, ancora, ad esempio, equiparare, fino a produrre proposte legislative, la funzione assolta dalla Repubblica di Salò, con la Resistenza contro il nazifascismo dei partigiani aderenti poi al Comitato di Liberazione Nazionale. Non a caso la Rsi e i fascisti asserviti a Hitler ebbero compiti di contrasto armato contro la nascente Repubblica democratica, di cui oggi Fini è presidente della Camera. Bene fa quindi l’ex segretario di An a marcare le distanze e le evoluzioni del suo atteggiamento rispetto a un passato tragico di cui i principali responsabili saranno quanti andranno a formare, dopo il 25 aprile 1945, il Movimento sociale italiano di Almirante.

Per questi motivi guardo con sospetto alla nascita di una destra che ha ancora troppi connotati di veteroanticomunismo. Per un semplice motivo: possono costituire la base di una colossale mistificazione politica dalle conseguenze imprevedibili.

gerd dani

martedì 7 aprile 2009

SIAMO SEMPRE ALLE SOLITE IN ITALIA.........